Quali sono le nuove frontiere della chirurgia robotica? | OK Salute (2022)

Le applicazioni della chirurgia robotica sono sempre di più. A vent’anni dall’introduzione in Italia del primo sistema robotico – il da Vinci ideato dall’azienda statunitense Intuitive Surgical – questo potente strumento di chirurgia mininvasiva è oggi uno standard di eccellenza mondiale in molti ambiti clinici. È giunto ormai alla quarta generazione. Il robot operatorio più evoluto della chirurgia hi-tech è stato battezzato come il grande scienziato rinascimentale, proprio perché a Leonardo si devono i primi studi sull’anatomia umana che stanno alla base della funzionalità di queste intelligenze artificiali.

In questo articolo

Quali sono le nuove frontiere della chirurgia robotica? | OK Salute (1)

Applicazioni della chirurgia robotica: il ruolo del Policlinico di Milano

Per sottolineare l’importanza di questo ventennale, la Società Italiana di Chirurgia (SIC) ha
recentemente ricordato l’installazione a Milano dei primi robot da Vinci. Questi robot hanno permesso di migliorare le procedure di rimozione della prostata, sostituzione della valvola cardiaca e di chirurgia ginecologica. Il Policlinico di Milano ha anche creato la Rete Robotica Lombarda. Qui l’esperienza umana e robot collaborano in sinergia. Sono a disposizione di tutti quei centri che seguono pazienti candidabili a questo tipo di intervento, ma non hanno le possibilità tecniche per attuarlo.

Un centro d’eccellenza a disposizione di tutti gli specialisti

Le altre strutture possono quindi mandare i loro specialisti in Policlinico per imparare la tecnica robotica chirurgica. Una volta formati, possono utilizzare persino la sala robotica dell’ospedale milanese per operare i propri pazienti. In questo modo i medici vengono istruiti a lavorare insieme all’assistente robot che diventa per loro un grande supporto nei passi ad alta precisione manuale. Inoltre riducono anche notevolmente lo stress al quale un chirurgo è sottoposto durante operazioni molto complicate.

Applicazioni della chirurgia robotica post operatorie

I benefici della chirurgia robotica sono soprattutto a livello post-operatorio per la rapidità di
ripresa, il minore rischio di contrarre infezioni e un basso margine di dolore. Fino al 2019 l’Italia
ha visto la crescita dei principali interventi, raggiungendo la soglia di 24.000 operazioni all’anno.
In primis in urologia (67%), seguita da chirurgia generale (16%), ginecologia (10%), chirurgia
toracica (5%) e otorinolaringoiatria (2%). Poi è arrivato il Covid che ha rallentato, ma non
fermato, la corsa all’uso della tecnologia di ultima generazione.

(Video) PROFESSIONE MEDICINA: le nuove frontiere della chirurgia robotica

Applicazioni della chirurgia robotica per l’addome

Oggi per celebrare questo anniversario importante l’Università di Pisa e Updates in Surgery, la rivista scientifica ufficiale della SIC, hanno posto l’attenzione sulle metodologie operatorie di tipo addominale. Proprio a Pisa e al San Raffaele di Milano furono installati agli inizi di quest’avventura i primi due
robot chirurgici d’Italia. «È un’occasione per fare il punto della situazione e per scoprire in che
direzione andrà questa branca della chirurgia che ha rivoluzionato il modo di approcciare la sala
operatoria». Francesco Basile è presidente della SIC. Aggiunge Ugo Boggi, docente
di chirurgia generale all’Università di Pisa. «Vogliamo mettere sul piatto le innovazioni che la
robotica ha apportato al modo di operare con benefici in termini di efficacia e velocità».

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Bracci snodati che non tremano

Prostata, cuore, ossa o addome, la chirurgia robotica è diventata un prezioso alleato
del chirurgo moderno. Per un braccio robotico, muoversi al «ritmo» scrupoloso di un chirurgo,
tagliando o suturando con accuratezza, è diventata un’azione sempre più «umana». Molti si
chiedono se il robot possa sostituire completamente il chirurgo in sala operatoria, ovvero se la
macchina operi mentre il medico assiste. «Il robot non può operare da solo. Esperienza e
competenze umane sono infatti necessarie anche nella chirurgia assistita dalla macchina più
evoluta». Jacques Lucien Megevand è responsabile di chirurgia generale dell’Humanitas San Pio X di Milano. Sono 111 in Italia (22 solo in Lombardia) e circa 5000 nel mondo le piattaforme chirurgiche da Vinci che permettono al medico di superare i limiti delle tecnologie convenzionali.

Applicazioni della chirurgia robotica: che fa il medico?

Il medico rimane fisicamente lontano dal paziente, seduto a una postazione dotata di monitor e comandi. Il campo operatorio è invece proiettato tridimensionalmente con immagini ferme e ad altissima risoluzione. «Il chirurgo opera alla console dotata anche di pedali e corredata di un visore ad alta definizione che fornisce immagini elaborate e tridimensionali. Queste permettono di raggiungere una profondità realistica alla visione del campo operatorio. I movimenti del chirurgo vengono tradotti dal sistema robotico in micromovimenti simultanei estremamente precisi e delicati, filtrando il tremore naturale delle mani. Per far eseguire i movimenti al robot, il chirurgo utilizza due manipoli posizionati sotto il display, con i quali controlla anche la telecamera 3D e gli strumenti robotici. Infine, il sistema effettua ripetuti controlli di sicurezza che impediscono qualsiasi movimento indipendente delle braccia robotiche».

Chirurgia oncologica e trapianti

Senza alcun dubbio l’arrivo di questa nuova tecnologia ha consentito di esplorare campi di applicazione poco noti. Stiamo parlando in particolare del trapianto di rene, pancreas e fegato e della chirurgia oncologia, per ciò che concerne la prostatectomia radicale nei pazienti con tumore alla prostata.

I vantaggi per le operazioni per il tumore alla prostata

Per questo tipo di intervento la chirurgia robotica offre molti vantaggi. Primi tra tutti il super-ingrandimento ottico e tridimensionale insieme all’ampiezza di movimento e di rotazione del braccio robotico. Con questo metodo mininvasivo si arriva alla prostata attraverso un percorso diverso da quello tradizionale, che si effettua di norma per via rettale. Si passa dietro la vescica, ottenendo così una migliore preservazione della continenza urinaria e un risparmio dei nervi deputati all’erezione. Il tutto rispettando la priorità oncologica di eradicazione del tumore.

Applicazioni della chirurgia robotica: il ruolo in ambito oncologico

I robot sono così arrivati a effettuare interventi oncologici sempre più complessi, come la cistectomia in pazienti affetti da neoplasia alla vescica e l’escissione mesorettale totale infiltrante nei casi di tumore del retto. La cistectomia è un’operazione molto delicata. Consiste nell’asportazione, con l’impiego dei quattro bracci robotici del da Vinci, di vescica, prostata, vescicole seminali, dotti deferenti e linfonodi otturatori e iliaci nell’uomo e di vescica, utero, parete anteriore della vagina e linfonodi
loco-regionali nella donna.

La cataratta

Grazie a micromovimenti ad alta precisione, i sistemi robotici possono operare anche in siti
molto ristretti e delicati. Proprio come fa Axsis, il robot assistente sviluppato dal colosso
tecnologico Cambridge Consultants. Questo nuovo braccio telecomandato è stato ideato per
uno dei più comuni interventi di chirurgia oculare, il trattamento per la cataratta.

Per questa operazione di routine occorre ridurre al minimo il margine di errore, evitando di
ledere la parte posteriore del cristallino. A risolvere l’inconveniente, causato spesso da un errore umano, sono le due piccole cesoie di Axsis. Operano in uno spazio di dieci millimetri, le stesse dimensioni del cristallino.

(Video) CHIRURGIA ROBOTICA, LE NUOVE FRONTIERE DELLA SCIENZA

Applicazioni della chirurgia robotica: cosa succederà nel futuro?

In futuro un sistema simile potrebbe essere adottato per altre operazioni di microchirurgia, come
quelle a stomaco e intestino. Presso la clinica oftalmologica dell’Ospedale di Chieti, l’intervento chirurgico con robot laser è in assoluto il più eseguito in Italia con 500.000 casi ogni anno. Questo robot computerizzato è associato a un laser velocissimo che può essere regolato a diverse profondità
nell’occhio, riducendo anche miopia, astigmatismo e presbiopia. «Il chirurgo ha un ruolo
centrale, ma il robot fa quello che la mano umana non può svolgere». Leonardo Mastropasqua è direttore del Centro nazionale di alta tecnologia in oftalmologia di Chieti. «La tecnologia offre possibilità sempre più avanzate che permettono grande precisione, una perfetta gestione dei raggi laser e tempi di recupero più brevi per il paziente».

Applicazioni della chirurgia robotica: limiti e traguardi della tecnica

I benefici

Che sia autonoma o assistita, grazie ai microstrumenti accessori, la chirurgia robotica presenta
innumerevoli vantaggi per il paziente. In primo luogo minori traumi ai tessuti e conseguente
riduzione di sanguinamento, abbassando notevolmente la probabilità di successive trasfusioni.
Si vedrà così ridurre notevolmente il tempo di degenza postoperatoria con una più rapida
ripresa nello svolgimento delle normali attività quotidiane.

«La chirurgia robotica altro non è che l’evoluzione della laparoscopia. «Il movimento della mano del chirurgo viene esattamente riprodotto con i bracci robotici attraverso gli strumenti. Ciò si traduce in un miglioramento netto di destrezza e abilità umana in sala operatoria».

I limiti

«Il primo grande deficit da risolvere nel sistema robotico è la mancanza di sensibilità tattile. Non è facile con i mezzi attuali fornire al chirurgo il senso del tatto. Ciò è ovviamente uno degli obiettivi da affrontare. Il secondo punto è invece quello di fornire maggiore flessibilità al sistema». A perfezionare il robot percorrendo proprio questa via sono gli stessi produttori del da Vinci con l’ultima versione, l’Xi
System. Questa nuova applicazione combina la funzionalità del sistema montato su un’unica colonna con la flessibilità di una piattaforma mobile. In questo modo semplifica ulteriormente la motilità del braccio robotico intorno al paziente. È possibile effettuare interventi complessi multiquadrante senza riposizionamenti del carrello paziente, i movimenti sono effettuati tramite assistente vocale,
mentre i bracci robotici sono più sottili e gli strumenti più lunghi.

I limiti economici

Nonostante i miglioramenti, però, c’è ancora la mancanza di feedback tattile e tra l’altro risulta
elevato il costo del sistema complessivo di robot e strumentazione, ma anche il sostenimento
del sistema stesso. Inoltre, per poter manovrare il complesso robotico occorrono competenze
molto elevate da parte del chirurgo e del personale di sala, da acquisire attraverso una specifica
formazione.

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(Video) Il pensiero e le mani: da Platone alle nuove frontiere della chirurgia robotica | II parte

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FAQs

Quanto costa la chirurgia robotica? ›

Il robot costa da 1,5 a 2,7 milioni di euro a cui si aggiungono decine di migliaia di euro per la manutenzione annuale; per i materiali d'uso di ogni intervento servono 4-5 mila euro a cui si sommano i costi ospedalieri.

Quanti robot chirurgici ci sono in Italia? ›

Sono 111 in Italia (22 solo in Lombardia) e circa 5.000 nel mondo le piattaforme chirurgiche da Vinci, in molti ambiti considerate oggi più efficaci e sicure della chirurgia tradizionale - per esempio prostatectomia, urologia e ginecologia, trapianti, oncologia, chirurgia generale complessa - per la precisione che il ...

Quanto dura un intervento di robotica? ›

Dopo un'anestesia generale si procede all'intervento, che in genere dura circa tre ore.

Quando nasce la chirurgia robotica? ›

La prima applicazione chirurgica di una tecnologia robotica risale al 1985, in campo neurochirurgico, con la realizzazione di un dispositivo TAC guidato per l'esecuzione con precisione estrema di biopsie cerebrali, mentre il primo robot in campo urologico è stato sperimentato nel 1988.

Quanto costa un robot da Vinci? ›

Nonostante l'alto costo di questa tecnologia, circa 3 milioni di euro, la mappa dell'Italia sta diventando sempre più omogenea: i 100 Da Vinci sono ormai in tutte le regioni, con una netta prevalenza al Nord: la Lombardia ne ha più di tutti, ben 22, poi la Toscana con 13 e il Veneto con 12.

Quali sono le conseguenze se si toglie la prostata? ›

Possibili effetti collaterali. Gli effetti collaterali più frequenti dopo la prostatectomia radicale sono la disfunzione erettile, l'assenza di eiaculazione e l'incontinenza urinaria.

Quanti robot Da Vinci in Sicilia? ›

MESSINA. Si chiama Da Vinci (nomen omen), costa due milioni e mezzo di euro, e in Sicilia ce ne sono appena quattro (un altro è al Policlinico di Messina).

Come funziona la chirurgia robotica? ›

Con chirurgia robotica si indica un tipo di operazione effettuata grazie a tecnologie avanzate, che prevedono l'utilizzo di una sofisticata piattaforma chirurgica in grado di riprodurre, miniaturizzandoli, i movimenti della mano umana all'interno delle cavità corporee, o comunque nel campo operatorio.

Chi ha progettato il robot Da Vinci? ›

Il Robot da Vinci è nato a Silicon Valley (USA) ed è stato progettato, sviluppato e commercializzato dalla società Intuitive Surgical Inc. dal 1999. Nel 2014, la quarta generazione del sistema, il da Vinci Xi (IS4000), l'ultima versione del sistema robotico.

Dove si trova il robot Da Vinci? ›

Il sistema robotico Da Vinci Si in dotazione al Policlinico di Abano è la terza e più aggiornata versione del Robot chirurgico. Viene utilizzato prevalentemente nelle procedure chirurgiche addominali e toraciche nell'ambito della Chirurgia Generale, dell'Urologia e della Ginecologia.

A cosa serve la robotica? ›

La robotica è la disciplina dell'ingegneria che studia e sviluppa metodi che permettano a un robot di eseguire dei compiti specifici riproducendo in modo automatico il lavoro umano.

Come funziona il robot Da Vinci? ›

Come funziona il robot da Vinci? Il chirurgo, fisicamente lontano dal campo operatorio e seduto a una postazione dotata di monitor e comandi, muove i bracci del robot, collegati agli strumenti endoscopici, che vengono introdotti attraverso piccole incisioni.

Chi è stato operato alla prostata può avere rapporti sessuali? ›

Quando riprendere l'attività sessuale? Prima di controllare e testare la funzione erettile è necessario attendere tre o quattro settimane dopo l'intervento. Ad un mese dalla prostatectomia infatti, si consiglia di riprendere l'attività sessuale.

Quanti anni di vita dopo prostatectomia radicale? ›

Pur essendo frequente, la sopravvivenza è molto alta (91% a 5 anni dalla diagnosi).

Quanto deve essere il PSA dopo aver tolto la prostata? ›

Dopo la prostatectomia radicale, il PSA raggiunge tipicamente valori inferiori a 0.01 ng/ml. Questo è indice della completa rimozione del tessuto di origine prostatica. Tuttavia, la presenza di una malattia aggressiva e non confinata alla prostata può determinare il rialzo dei valori di PSA nel corso del follow-up.

Dove operarsi di prostata in Italia? ›

  • Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze. ...
  • IEO - Istituto Europeo di Oncologia di Milano. ...
  • Ospedale P. ...
  • Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale Miulli di Acquaviva delle Fonti. ...
  • Policlinico Sant'Orsola - Malpighi di Bologna. ...
  • IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano - Gruppo San Donato.

Quanto costa un intervento chirurgico privato? ›

Quanto costa un intervento chirurgico privato?
...
Scopri la proposta d'investimento costruita per te.
Tipologia di interventoCosto min / max
Chirurgia plastica – ricostruttiva500 – 5.000 €
Chirurgia toraco-polmonare300 – 50.000 €
Chirurgia vascolare500 – 8.000 €
Gastroenterologia300 – 2.500 €
11 more rows
1 Aug 2022

Quali sono gli interventi alla prostata? ›

L'asportazione della prostata può essere attuata attraverso vari accessi e metodiche. Le tecniche più utilizzate riguardano la chirurgia con accesso retro pubico o perineale e quella laparoscopica senza o con ausilio del robot.

Quanto vive un malato di cancro alla prostata? ›

La sopravvivenza globale a 10 anni dalla diagnosi di tumore della prostata è circa del 90%. Questo dato può tuttavia variare a seconda delle caratteristiche della malattia e dipende in particolare dalla classe di rischio del tumore stesso.

Quante volte eiaculare per la prostata? ›

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla rivista European Urology, che ha monitorato la salute di circa 32mila americani per un periodo di oltre 20 anni, svelando che eiaculare almeno 21 volte al mese diminuisce del 19% il rischio di una diagnosi di tumore alla prostata.

Dove il cancro prostatico da più frequentemente metastasi? ›

Il tessuto osseo è la sede che più frequentemente è interessato da metastasi. Dei pazienti con carcinoma prostatico metastatico, più dell'80% presenta infatti lesioni a livello scheletrico e il 40% può avere fratture, compressione midollare e elevati valori ematici di calcio (ipercalcemia).

Quale è il miglior centro di Urologia in Italia? ›

Il reparto di Urologia Sede è centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale.

Chi è il miglior urologo al mondo? ›

L'European Society for Sexual Medicine ESSM ha assegnato al professor Fabio Castiglione l' ESSM Award of Excellence 2022.

Quanto costa una prostatectomia radicale robotica? ›

Costo medio LRP (materiale monouso incluso) 1750 € Costo medio RRP 857 € Ai costi meramente operatori vanno aggiunti i costi relativi al maggior “tempo” di utilizzo della Sala Operatoria, valutabili in circa 400 € per la LRP ed a 800 € per la RALP DRG attuale carcinoma prostatico 5900 €.

Che vantaggi offre un intervento in cardiochirurgia robotica? ›

Rispetto alla chirurgia tradizionale, la chirurgia robotica presenta innumerevoli vantaggi, tra cui un minor traumatismo della parete addominale e degli organi interni grazie all'impiego di bracci meccanici, un minor dolore postoperatorio e una rapida ripresa delle funzioni fisiologiche.

Quanti interventi chirurgici si fanno in Italia? ›

Roma, 24 feb. (AdnKronos Salute) - Ogni anno in Italia 4 milioni di pazienti sono sottoposti ad interventi chirurgici. Nel mondo invece sono circa 230 milioni.

Chi ha inventato il primo robot? ›

Il primo robot funzionante conosciuto venne creato nel 1738 da Jacques de Vaucanson, che fabbricò un androide che suonava il flauto, così come un'anatra meccanica che, secondo le testimonianze, mangiava e defecava.

Quanto costa prostatectomia radicale robotica? ›

Costo medio LRP (materiale monouso incluso) 1750 € Costo medio RRP 857 € Ai costi meramente operatori vanno aggiunti i costi relativi al maggior “tempo” di utilizzo della Sala Operatoria, valutabili in circa 400 € per la LRP ed a 800 € per la RALP DRG attuale carcinoma prostatico 5900 €.

Quanto costa un intervento chirurgico privato? ›

Quanto costa un intervento chirurgico privato?
...
Scopri la proposta d'investimento costruita per te.
Tipologia di interventoCosto min / max
Chirurgia plastica – ricostruttiva500 – 5.000 €
Chirurgia toraco-polmonare300 – 50.000 €
Chirurgia vascolare500 – 8.000 €
Gastroenterologia300 – 2.500 €
11 more rows
1 Aug 2022

Quanto viene a costare un intervento alla prostata? ›

Costi complessivi per singola procedura

10). Abbiamo sommato i singoli costi ottenuti per ogni procedura presa in esame. Pertanto il costo totale della Chirurgia open è di € 6406,5, della TURP è di € 4804,5, dell'HoLEP è di € 3194,5 e della PVP di € 4090,5.

Quanto dura intervento prostata con robot Da Vinci? ›

Il Robot Da Vinci ® viene quindi fissato ai trocar precedentemente posizionati. L'intervento ha una durata variabile da 3 a 4 ore a seconda del tipo di intervento pianificato, durante le quali la prostata viene rimossa completamente insieme alle vescicole seminali.

Quanti anni si può vivere con un tumore alla prostata? ›

La sopravvivenza globale a 10 anni dalla diagnosi di tumore della prostata è circa del 90%. Questo dato può tuttavia variare a seconda delle caratteristiche della malattia e dipende in particolare dalla classe di rischio del tumore stesso.

Dove operarsi di prostata in Italia? ›

  • Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze. ...
  • IEO - Istituto Europeo di Oncologia di Milano. ...
  • Ospedale P. ...
  • Ente Ecclesiastico Ospedale Generale Regionale Miulli di Acquaviva delle Fonti. ...
  • Policlinico Sant'Orsola - Malpighi di Bologna. ...
  • IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano - Gruppo San Donato.

Quanto dura intervento tumore prostata? ›

L'intervento durerà mediamente 90-120 minuti, a seconda delle dimensioni della prostata e delle caratteristiche della malattia e del paziente.

In quale ospedale è stato operato Carlo Verdone? ›

«È un processo patologico di natura degenerativa dell'articolazione dell'anca – spiega il dottor Andrea Marchesini, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Eccellenza chirurgia protesica grandi articolazioni presso Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo -.

Quanto costa un paziente al giorno in ospedale? ›

Un decreto della Generalitad stabilisce 43.400 euro per un paziente ricoverato in terapia intensiva (ventilazione meccanica), 5.000 euro per un ricovero di oltre 72 ore (senza ventilazione), 2.500 euro per ricoveri inferiori a tre giorni .

Quanto costa una camera privata al San Raffaele? ›

Costo di una stanza privata all'Ospedale San Raffaele

Il costo di una stanza privata al San Raffaele è di 9.000 – 10.000 euro per il parto naturale con ostetrica privata e 11.000 – 12.000 euro per il parto cesareo.

Quale è il miglior centro di Urologia in Italia? ›

Il reparto di Urologia Sede è centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale.

Come curare la prostata senza intervento chirurgico? ›

La terapia con vapore acqueo è una procedura mini-invasiva che usa l'energia naturale immagazzinata in poche gocce d'acqua: in questo modo è possibile eliminare l'eccesso di tessuto prostatico che causa i sintomi dell'ipertrofia prostatica benigna.

Quando si toglie la prostata? ›

L'indicazione chirurgica si pone quando la terapia medica risulta inefficace o quando insorgono le complicanze dell'ipertrofia prostatica benigna. “La terapia chirurgica – spiega il dottore - prevede la rimozione dell'adenoma prostatico e consente di ottenere uno svuotamento rapido e completo della vescica”.

Chi è stato operato alla prostata può avere rapporti sessuali? ›

Quando riprendere l'attività sessuale? Prima di controllare e testare la funzione erettile è necessario attendere tre o quattro settimane dopo l'intervento. Ad un mese dalla prostatectomia infatti, si consiglia di riprendere l'attività sessuale.

Quanto deve essere il PSA dopo aver tolto la prostata? ›

Dopo la prostatectomia radicale, il PSA raggiunge tipicamente valori inferiori a 0.01 ng/ml. Questo è indice della completa rimozione del tessuto di origine prostatica. Tuttavia, la presenza di una malattia aggressiva e non confinata alla prostata può determinare il rialzo dei valori di PSA nel corso del follow-up.

Quanti anni di vita dopo prostatectomia radicale? ›

Pur essendo frequente, la sopravvivenza è molto alta (91% a 5 anni dalla diagnosi).

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2. Mattina in salute: la displasia cervicale
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4. Chirurgia robotica spinale: per quali patologie è indicato il robot Excelsius GPS?
(Humanitas Torino)
5. La chirurgia robotica
(Salute Europa)
6. Le nuove frontiere della chirurgia
(meetingdirimini)

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Author: Terence Hammes MD

Last Updated: 10/15/2022

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